giovedì 12 settembre 2013

BOOM DI TELECOM IN BORSA. METROWEB INTERESSATA A UNA SOCIETÀ DELLE RETI UNICA

Venerdì 6 settembre Telecom ha fatto registrare un rialzo importante in borsa, chiudendo a +8,39%.

Questo incremento potrebbe essere dovuto a un possibile aumento di capitale per favorire l’ingresso di un nuovo socio.

Al momento è difficile fare una previsione sul futuro della società telefonica da questo punto di vista, mentre esistono delle linee guida per lo scorporo della rete.

Metroweb, i cui principali azionisti sono il fondo di investimento F2i - Fondi italiani per le infrastrutture, amministrato da Vito Gamberale, e la Cdp - Cassa Depositi e Prestiti (attraverso il FSI - Fondo Strategico Italiano) sarebbe interessata alla creazione di una società delle reti unica.

Per maggiori informazioni:
http://www.ilgiornale.it/news/economia/telecom-fa-boom-83-sawiris-piace-mercato-948015.html


venerdì 19 luglio 2013

VITO GAMBERALE RICEVUTO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

VITO GAMBERALE RECEIVED BY THE PRESIDENT OF THE ITALIAN REPUBLIC (Read in english)

L’Amministratore Delegato di F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, Vito Gamberale, è stato ricevuto lo scorso 17 luglio dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Lo ha reso noto un breve comunicato del Quirinale.  F2i, guidato dalla sua costituzione nel 2007 dall’Ing. Vito Gamberale, è il più importante fondo italiano che opera investimenti in vari comparti del settore delle infrastrutture. Con una raccolta di oltre 2 milioni di euro, tra Primo e Secondo Fondo, F2i è inoltre uno dei più grandi fondi al mondo dedicati a un solo Paese.

giovedì 27 giugno 2013

F2I: ASTENSIONE DALL’APPROVAZIONE DEL BILANCIO SEA 2012

F2i ABSTAINS FROM 2012 SEA PROFIT AND LOSS ACCOUNT APPROVAL (Read in english)

Nel corso dell’assemblea di Sea, F2i, il fondo che possiede il 44% della società aeroportuale, si è astenuta dall’approvazione del bilancio 2012.

L’Amministratore Delegato Vito Gamberale ha inoltre chiesto la conferma in CDA di Maia e Ravasio, i suoi due rappresentanti, che hanno svolto al meglio il loro dovere. F2i ha infatti il diritto di nominare due consiglieri, gli altri cinque sono invece scelti dal Comune di Milano, azionista al 55% di Sea.

mercoledì 12 giugno 2013

RENDIMENTO NETTO ANNUO PER F2I – FONDI ITALIANI PER LE INFRASTRUTTURE

F2I ANNUAL NET PROFIT (Read in english)

Dati importanti per F2i – Fondi Italiani per le Infrastrutture, il fondo guidato da Vito Gamberale: l’incremento del valore di portafoglio intorno al 20%, pari al 30% se si prende in considerazione la distribuzione dei dividendi, genera un 10,8% di tasso di rendimento netto, valore calcolato a fine 2012.


Risultati considerevoli, soprattutto alla luce del fatto che il fondo, sponsorizzato da Cassa Depositi e Prestiti, dalle principali banche italiane e da Merrill Lynch, è stato lanciato nel 2007 e che le società partecipate sono destinate a dare grandi soddisfazioni anche in futuro.


Notizie positive per F2i, che sta attualmente lavorando alla raccolta del secondo fondo da 1,2 miliardi.

Per maggiori informazioni visita il seguente link.

martedì 8 gennaio 2013

INTERVENTO DI VITO GAMBERALE AL PROGRAMMA RADIOFONICO "ZAPPING", RADIO 1. LA TELEFONIA MOBILE COMPIE 40 ANNI.

INTERVIEW WITH VITO GAMBERALE ON RADIO 1'S "ZAPPING" RADIO PROGRAMME. THE 40TH ANNIVERSARY OF MOBILE TELEPHONY SYSTEMS (Read in english)

Giornalista: Vito Gamberale, amministratore delegato di F2i – Fondi italiani per le infrastrutture ed ex amministratore delegato di SIP e di TIM poi, tra il 1991 e il 1998, gli anni del boom della telefonia mobile in Italia. Benvenuto.


Vito Gamberale: Buonasera.


Giornalista:  Quelli sono stati gli anni della prima introduzione del telefonino in Italia, nel 1992, se non sbaglio, è partito il Gsm; che ricordi ha lei di quelle sfide, di quella fase, di quelle battaglie?


Vito Gamberale : Il Gsm è partito nel 1995; nel 1991 facemmo partire il TACS in Italia, una tecnologia precedente, che consentiva di parlare solo all’interno del Paese, mentre il Gsm consente il roaming, cioè la possibilità di parlare anche con gli altri Paesi, con l’estero quindi.
Attorno allo sviluppo della telefonia mobile in Italia è stata creata una sorta di agiografia, una simbologia epica che tende sempre a personalizzare meriti, io invece ci tengo a dire che quello fu il merito di un gruppo industriale, la STET e la SIP, oggi Telecom Italia. Un merito di un team di uomini guidati da Ernesto Pascale, un personaggio illuminato, un uomo che guidò lo sviluppo delle telecomunicazioni nel Paese e che poi, come ricompensa, fu cacciato da STET perché questo Paese, mi consenta di dire, a volte i propri eroi li ricompensa punendoli. 
Io in quel periodo ebbi quella fortuna di prendermi la responsabilità dello sviluppo della telefonia mobile e di crederci, di credere che avremmo potuto fare qualcosa di grande per l’azienda e di grande per il Paese.


Giornalista:  E stato un po’ un pioniere su questo.


Vito Gamberale : Noi avemmo la fortuna di poter trovare una “killer move”, cioè un’azione, un’iniziativa che ci consentì di dare alla telefonia mobile uno sviluppo importantissimo, inimmaginabile: la carta prepagata. Noi introducemmo la carta prepagata per primi in Italia e per primi in Europa, perché è sempre bene ridare a Cesare quel che è di Cesare. Di tutti gli insegnamenti di ingegneria ricordo uno professore in particolare, che ci diceva che un ingegnere deve saper copiare, e quindi ci aveva insegnato ad individuare la soglia più avanzata per poterla utilizzare e fare qualcosa di nuovo.


Giornalista:  E da dove avete copiato?


Vito Gamberale : Noi abbiamo copiato, inimmaginabile, dalla Colombia, che aveva ghettizzato l’utilizzo della telefonia mobile per i presunti frodatori dandogli una scheda prepagata, come in Italia c’era una scheda prepagata per la telefonia pubblica. Quindi in Colombia era un simbolo di ghettizzazione; noi invece la rielaborammo per farne un simbolo di massa e quindi copiammo qualcosa che era utilizzato in maniera molto circoscritta, in un Paese molto particolare, per farne un prodotto di massa.


Giornalista:  In breve poi l’Italia è diventato uno dei primi Paesi, per penetrazione della telefonia mobile.




Vito Gamberale : Secondo me, l’anno della decade col 3 è veramente fortunato per la telefonia mobile: nel 1973 la prima telefonata mobile, nel 1983 il primo telefono mobile venduto, quindi comincia il marketing della telefonia mobile, nel 1993 in Italia si supera 1 milione di utilizzatori, che sembrò una cifra enorme; oggi su 61 milioni di abitanti ci sono oltre 90 milioni di apparecchi e abbiamo una penetrazione del 151%, cioè significa che ogni abitante ha e/o utilizza un apparecchio e mezzo. La penetrazione in Europa è il 130%: rimaniamo quindi uno dei Paesi in testa all’utilizzo della telefonia mobile, insieme alla Finlandia e al Portogallo.


Giornalista:  Una domanda da un ascoltatore.


Ascoltatore: Io sono recentemente passato da una ricaricabile ad un abbonamento; mi potrebbe spiegare cos’è la tassa di concessione governativa che si paga ancora oggi.


Vito Gamberale : Questa tassa è stata introdotta nel 1993 per tassare un bene di lusso, il telefonino era considerato un bene di lusso e a quell’epoca c’erano solo gli abbonamenti. Se vogliamo, la carta prepagata fu anche una maniera per bypassare questa tassa. Poi le tasse purtroppo in Italia rimangono anche se i prodotti rimangono di massa; inutile dire che nella benzina ci sono ancora le Accise per il terremoto del Belice. Di sicuro è una di quelle tassazioni improprie, che dovrebbero essere tolte, perché è come mettere una tassa sull’utilizzo della bicicletta, un prodotto di comune uso.


Giornalista:  Lei ora non è più nel business delle comunicazioni ma è rimasto sicuramente molto attento alle evoluzioni; secondo lei, secondo le sue esperienze, quali sono le sfide future e i traguardi che possiamo aspettarci nel campo.


Vito Gamberale : Di sicuro il telefono mobile, oggi, consente di avere a disposizione internet senza il computer. Come lo stesso Martin Cooper dice tutt’ora, il cellulare viene inteso come uno strumento per parlare, ma invece sarà sempre più percepito come uno strumento che fornisce dati, informazioni, che eroga sevizi, cosa che sta accendo.


Giornalista:  Quindi anche di pagamenti elettronici, si commercio elettronico?


Vito Gamberale : Certo, anche pagamenti elettronici. Tendiamo sempre più a dematerializzare la moneta e quindi il telefono mobile sostituirà la carta di credito, le carte prepagate, il bancomat; consentirà secondo me anche l’identificazione della persona, perché se il sogno di Martin Cooper era che ad un neonato bisognasse collegare un numero di telefono io penso che il telefono mobile farà qualcosa di questo genere, identificherà la persona nella sua globalità e probabilmente limiterà anche la frode del furto d’identità.


Giornalista:  Lei quanti cellulari ha in questo momento?


Vito Gamberale : Ne ho due, rientro nel terzo quartile, quello immediatamente dopo la media.


Giornalista:  Ci fornisce un ricordo di quelle sfide, quegli anni, una soddisfazione che lei ha avuto in particolare?


Vito Gamberale : Un ricordo particolare ce l’ho quando premiammo il primo milionesimo utente della telefonia mobile, cercammo di sceglierlo rappresentate di una categoria professionale di grande necessità per la società e magari non abitante in una città, e quindi scegliemmo un eccellente medico di un paese di montagna, San Vito di Cadore: è stato il simbolo del milionesimo utente della telefonia mobile in Italia. Quell’episodio mi è rimasto molto impresso; partecipò a questa premiazione anche l’allora presidente dell’Iri, Prodi, il quale stesso pensava che avessimo raggiunto una soglia che non sarebbe potuta essere superata. Poi invece arrivò il 3, 5, 8 milioni e adesso siamo ai 90 milioni.


Giornalista:  Ma quanto è merito, per questa apertura al mercato, anche della concorrenza, l’arrivo di quella che si chiamava Omnitel?


Vito Gamberale : Senz’altro c’è stato un grande merito, come noi pensavamo. Omnitel scalpitava, voleva addirittura che rallentasse il mercato perché voleva che attendesse la sua discesa in campo. Noi invece eravamo consapevoli che di sicuro il mercato sarebbe stato immenso. Io mi ricordo che quando dissi che anche i bambini avrebbero avuto il telefono mobile semplificato per poter comunicare con la mamma, per potersi non sentire lontani dalla famiglia all’asilo ci fu un’interrogazione parlamentare che denunciò come una provocazione il fatto che un bambino avrebbe potuto avere il telefono mobile. Questo fa parte del progresso che poi lo strumento ha avuto ma io lo ricollego allo sviluppo dell’auto, dell’utilitaria degli anni ’50, allo sviluppo degli elettrodomestici; questo è stato più rivoluzionario ma appartiene a quella categoria. Devo dire che l’Italia a volte vive dei grandi primati e nel momento in cui vive questi grandi primati non ha la percezione di viverli, perché l’Italia è un Paese in cui si leggono solo le notizie negative, le notizie positive, non facendo notizia, non vengono diffuse. Io penso che se un altro Paese in Europa avesse avuto lo sviluppo d’avanguardia che demmo noi in Italia alla telefonia mobile, si sarebbe proposto come la NASA europea nella telefonia mobile. Invece in Italia chi fece questo fu poi tacciato per “boiardo di Stato”: è vero che l’ingresso della concorrenza diede una spinta ma è pur vero che Telecom Italia, che proveniva dall’azienda pubblica, fu quella che poi fece un contropiede micidiale con l’introduzione della carta prepagata, e lasciò il “new comer”, cioè l’allora Omnitel, a 100 abbonamenti al giorno quando noi ne facevamo 100 mila. Non perché eravamo dominanti ma perché, nel frattempo, avevamo preparto una killer move che fu la carta prepagata: fu un periodo epico e io amerei che il nostro Paese potesse vivere questi “pionerismi” rispetto agli altri Paesi, e ne potesse godere, vantarsene, anche per darsi spinta ed emulazione perché anche oggi in Italia ci sono degli esempi molto importanti che dovrebbero inorgoglire il Paese ma che invece non vengono vissuti come tali.


Giornalista:  Un’altra domanda da un ascoltatore.


Ascoltatore: Quello che dice l’ingegnere è molto bello; io aggiungo che bisognerebbe ricordarsi che questa innovazione è dovuta ad un grande italiano che si chiama Guglielmo Marconi perché è dal telegrafo lo sviluppo del cellulare. Credo che culturalmente sia importante e bello ricordarsi anche di lui. Cosa ne pensate?


Vito Gamberale : Io sono pienamente d’accordo con lei perché di sicuro il telefono mobile altro non è che una radio a transistor che oltre a ricevere può anche trasmettere; è una visione semplificata ma è così. Quindi di sicuro lei ha perfettamente ragione ma questo che lei dice conferma ciò che io sottolineavo, che l’Italia non cura l’immagine dei propri prodi, pionieri perché in un altro Paese di Marconi si sarebbe fatto un imperituro eroe mentre in Italia stentatamente viene ricordato, ha perfettamente ragione.


Giornalista:  Tra l’altro, ingegnere, non abbiamo ricordato un altro killer mover, come dice lei, ossia gli SMS, che sono partiti in sordina e poi hanno avuto un’esplosione incredibile.


Vito Gamberale : E’ una bella considerazione quella che fa lei; a me piacciono molto i numeri: in Italia si consumano 140 miliardi di minuti di traffico telefonico all’anno e si inviano 100 miliardi di SMS all’anno, cioè poco più di 4 SMS al giorno per persona. E’ un numero importante, se noi pensiamo che ci sono compresi bambini e anziani…


Giornalista:  E poi c’è stato un periodo in cui si parlava di videochiamata, con il lancio dell’Umts, però non ha avuto il successo sperato; come mai secondo lei?


Vito Gamberale :Il videotelefono, anche fisso, non ha avuto mai un appeal, perché il telefono coniuga la comunicazione con la privacy e quindi consente di parlare più liberamente che non vedendosi e quindi consente, in un certo senso, anche ai timidi di esprimersi.


Giornalista:  Ringrazio, per essere stato con noi a ricordare quegli anni epici, l’ingegner Vito Gamberale. Buona serata.


Vito Gamberale : Buona sera a lei e a tutti gli ascoltatori.

mercoledì 28 novembre 2012

VITO GAMBERALE - "SERVIZI PUBBLICI LOCALI, TRA PUBBLICO E PRIVATO"

VITO GAMBERALE - "LOCAL PUBLIC SERVICES, BETWEEN PUBLIC AND PRIVATE" (Read in english)

L'Ing. Vito Gamberale ha partecipato al Laboratorio di idee organizzato da CARECS con il Patrocinio di Fondazione CRA. Il Convegno, dal titolo "Servizi Pubblici Locali, tra Pubblico e Privato" si è tenuto nel tardo pomeriggio del 26 novembre 2012 presso Palazzo Monferrato, ad Alessandria.


In Qualità di amministratore Delegato di F2i - Fondi italiani per le infrastrutture, Vito Gamberale ha aperto il proprio intervento con una descrizione dello scenario infrastrutturale del nostro Paese, con particolare riferimento allo scenario piemontese, in cui la maggior parte delle rete autostradale è stata realizzata tra gli Anni Cinquanta e gli anni Ottanta.


Nella sua esposizione, Vito Gamberale ha poi preso in esame lo scenario delle Privatizzazioni, operando una distinzione tra privatizzazioni a livello centrale, a livello locale e privatizzazioni al giorno d'oggi.
Nell'introdurre il ruolo di F2i, Vito Gamberale ha sottolineato l'importanza, per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali, di finanziare gli investimenti attraverso le infrastrutture già esistenti. Il settore delle infrastrutture è infatti capace di generare importanti redditività che possono e devono finanziare lo sviluppo. A tal fine, è necessario che le infrastrutture siano di dimensioni consistenti e che non risentano di frammentazione.


Con una presentazione delle società partecipate dal Fondo da lui guidato, Vito Gamberale ha inoltre illustrato il ruolo di quello che è uno dei più grandi Fondi al mondo dedicati agli investimenti infrastrutturali in un solo Paese.


A conclusione del suo intervento, a proposito dei servizi pubblici locali, Vito Gamberale ha stigmatizzato la presenza di una dimensione locale, se non addirittura comunale, di alcune società di gestione ed ha auspicato l'attivazione di un processo di aggregazione delle piccole realtà locali, puntando alla creazione di campioni nazionali specializzati in un singolo servizio.


Per fare ciò, secondo Vito Gamberale, sarebbe necessario attivare un capitalismo istituzionale che disponga dei capitali necessari per lo sviluppo infrastrutturale e finanzi la nascita di grandi public company di settore, assicurandone l'indipendenza gestionale. Un esempio del trade-off dei ruoli di Stato, Privati ed enti Locali è stato rappresentato da F2i che, dalla sua nascita nel 2007, è riuscita ad avviare un sistema di reti infrastrutturali capaci di interagire tra loro per far crescere il Paese.






martedì 13 novembre 2012

VITO GAMBERALE: NASCE IL SECONDO FONDO F2I PER LE INFRASTRUTTURE

VITO GAMBERALE: THE SECOND F2I FUND FOR INFRASTRUCTURE (Read in english)

A meno di quattro anni di distanza dalla nascita del Primo Fondo F2i SGR, il 2 ottobre 2012 l'AD Vito Gamberale, ha annunciato la nascita di un Secondo Fondo.

Quest'ultimo parte con una dotazione iniziale di €575 milioni e porterà avanti la strategia di investimento avviata dal Primo Fondo nel settore delle infrastrutture in Italia.

Nato nel gennaio 2007 il Primo Fondo F2i era stato lanciato da alcune tra le principali istituzioni finanziarie del Paese, Fondazioni bancarie e Casse previdenziali e a due anni dalla sua fondazione aveva raggiunto una dotazione complessiva di €1.852 milioni. Ad oggi, esso ha investito oltre €1.650 milioni in otto aziende di settore infrastrutturali estremamente rilevanti come la distribuzione di gas, gli aeroporti, i servizi idrici, la fibra ottica, le energie rinnovabili e le autostrade

Il Secondo Fondo F2i proseguirà sulla medesima linea del primo, con un processo di aggregazione e consolidamento nei settori individuati e ha l'obiettivo di entrare anche in ulteriori comparti delle infrastrutture italiane.

Con un target di collocamento di €1,2 miliardi, anche questo Secondo Fondo sarà caratterizzato per la durata massima di 15 anni e un periodo di investimento di quattro anni dal termine ultimo per la sottoscrizione delle quote del fondo.

Oltre ad alcuni soci "storici" della F2i SGR (Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Cassa Geometri e Inarcassa) alcune quote del Secondo Fondo sono state sottoscritte da nuovi soci quali Compagnia di San Paolo, Ente Carifirenze e la Fondazione Banco di Sardegna.

La nascita del Secondo Fondo F2i è una conferma della vitalità del Sistema Italia e della disponibilità che importanti Istituzioni finanziarie italiane mostrano a supporto di progetti finalizzati a consolidare, ammodernare e sviluppare il sistema infrastrutturale del Paese.