martedì 21 aprile 2015

LA PRIVATIZZAZIONE DI AUTOSTRADE PER L'ITALIA

Dal controllo dell’IRI alla gestione Gamberale

Alla fine degli Anni ’90 si assiste in Italia all’avvio di un importante piano di privatizzazioni: lo Stato ha infatti l’obiettivo, da una parte, di recuperare le risorse economiche per abbattere il debito pubblico, dall’altra, di incrementare l’efficienza delle aziende attraverso il coinvolgimento di privati. Tra le società che rientrano nel progetto, si segnala in particolare Autostrade per l’Italia, la cui privatizzazione avviene in due fasi distinte, sotto la supervisione del Comitato Privatizzazioni.
Sino ad allora, la Società è controllata all’87% dall’IRI - Istituto per la Ricostruzione Industriale, ente pubblico che perseguiva obiettivi di politica industriale - mentre un restante 13% è costituito dal flottante di Borsa.
La prima fase della privatizzazione di Autostrade si realizza tra giugno e ottobre 1999, con una gara che si prefigge l’obiettivo di cedere, a un gruppo stabile di azionisti, una quota del 30% della Società. Ad aggiudicarsela è una cordata guidata dal Gruppo Benetton - insieme ad Acesa (oggi Abertis), Fondazione CRT, Unicredit e Assicurazioni Generali - che si assicura così il 30% del capitale di Autostrade.
Una seconda tranche della privatizzazione si completa invece nel novembre del 2003 attraverso un’OPA - Offerta Pubblica d’Acquisto - per una quota del 56,6%, che viene collocata in Borsa con un prezzo iniziale di 6,75 euro per azione.
Tale operazione porta ad una capitalizzazione del 100% di Autostrade per l’Italia, per un totale di 8,1 miliardi di euro, il premio più alto raggiunto dalle privatizzazioni verso la fine degli Anni ’90.
Con l’obiettivo di migliorare l’efficienza aziendale e promuovere nuovi investimenti, gli azionisti di Autostrade imprimono un cambio di passo che darà ben presto i primi risultati. Nel 2000 prende avvio la gestione del manager Vito Gamberale che, nominato in quell’anno Amministratore Delegato della Società, resterà al vertice di Autostrade per sei anni, guidandola attraverso un processo di rinnovamento, innovazione ed internazionalizzazione. In quegli anni, Autostrade si afferma come una vera e propria multinazionale.
Nel 2003, intanto, il nucleo stabile degli azionisti passa dal controllo di una quota del 30% ad una quota del 50,1%. Un mutamento, questo, che assicura un controllo più stabile dell’Azienda ed una struttura finanziaria più equilibrata tra debito e capitale. Nello stesso anno, inoltre, il nuovo assetto azionario si traduce in una riorganizzazione del Gruppo Autostrade SpA, che conferisce tutte le sue attività autostradali ad Autostrade per l’Italia SpA, società interamente controllata dal Gruppo.
Grazie al processo di privatizzazione, lo Stato incassa complessivamente quasi 7 milioni di euro, facendo ricadere sugli investitori gli oneri relativi al piano d’investimento per la Variante di Valico, un progetto fermo da 15 anni. Anche grazie a seguito del processo di privatizzazione, inoltre, tra il 2002 e il 2007, Autostrade per l’Italia investe più di 21 miliardi di euro sul potenziamento della rete, una cifra 6 volte superiore a quanto investito precedentemente alla privatizzazione.



PRIVATISATION OF AUTOSTRADE PER L'ITALIA

From the control by IRI to Gamberale's management

In the late 90s, an important privatisation plan was launched in Italy as the Government aimed to recover economic resources to reduce public debt on one hand, and on the other, to increase companies' efficiency involving private entities. A particular case among the companies participating in the project was Autostrade per l'Italia, which underwent a two-phase privatisation supervised by the Privatisation Committee.
Until then, the company was 87% controlled by IRI (Istituto per la ricostruzione industriale ─ a public entity pursuing industrial policy targets), the remaining 13% were accounted for by floating shareholders.
Autostrade's first privatisation phase was accomplished between June and August 1999 with a tender aiming to sell the company's 30% share to a solid group of shareholders. The alliance led by the Benetton Group together with Acesa (now Abertis), the CRT Foundation, Unicredit and Assicurazioni Generali won the tender, gaining the company's 30% share.
A second privatisation phase was then completed in November 2003 through a public bid for a 56.6% share listed on the stock market with the initial price of 6.75% Euro per share.
This transaction led to a 100% capitalisation of Autostrade per l'Italia, for a total of 8.1 billion Euros ─ the highest price recorded among the privatisations in the late 90s.
Aiming to improve the company efficiency and foster new investments, Autostrade's stakeholders forced a shift in pace that would soon prove to be effective. In 2000, Vito Gamberale was appointed CEO of the company, remaining at Autostrade's top management for six years, through which time he led the company through a renovation, innovation and internationalisation process. During the years of his management, Autostrade established itself as a true multinational company.
Meanwhile, in 2003, the solid stakeholder group increased its control share from 30% to 50.1%, a shift that allowed for a more stable control on the company and more balanced debt/asset ratio in its financial structure. Moreover, that same year the new shareholder structure called for a reorganisation of the Autostrade SpA Group, transferring all highway services to Autostrade per l'Italia SpA – a company fully controlled by the Group.
Thanks to the privatisation process, the Government cashed almost 7 million Euros, whereas the investors overtook the investment plan costs for the Variante di Valico ─ a project that had been on hold for 15 years. Furthermore, thanks to the success of the privatisation process, Autostrade per l'Italia also invested over 21 billion Euros in the network enhancement between 2002 and 2007, a figure 6-fold higher than the investments before privatisation.

mercoledì 8 ottobre 2014

F2I: L’AUSPICIO DELLE CASSE DI PREVIDENZA PER IL DOPO-GAMBERALE

Dopo aver guidato F2i all’affermazione tra i più importanti fondi infrastrutturali al Mondo, Vito Gamberale si appresta a lasciare l’incarico di amministratore Delegato della società che nel 2007 ha contribuito a costituire.

Lo scorso 7 ottobre i Presidenti di tre Casse di previdenza hanno indirizzato una lettera aperta agli azionisti di F2i, sottolineando che le voci di uscita di Vito Gamberale da F2i richiedono “riflessioni e comportamenti che non compromettano la qualità e l'indipendenza nella gestione dei fondi infrastrutturali della SGR”. La lettera, firmata da Mario Schiavon, Nunzio Luciano e Alessandro Visparelli - in rappresentanza ripettivamente di Enpapi (la cassa di previdenza degli infermieri), Cassa forense ed Enpacl (ente di previdenza dei consulenti del lavoro) - esprime apprezzamento per il lavoro svolto da Gamberale e sottolinea che la sua sostituzione “non deve prescindere dal far prevalere l'eccellenza professionale e l'indipendenza rispetto a logiche di appartenenza, che nulla possono avere a che fare con la gestione di uno dei principali player europei nel suo settore”.

I presidenti delle tre casse di previdenza private hanno concluso la loro lettera agli azionisti di F2i scrivendo: “fiduciosi che le scelte siano orientate in tal senso e pronti a dare il nostro contributo rinnoviamo piena fiducia al Team di F2i SGR, che deve proseguire coeso nella propria sfidante attività quotidiana”.

Dalla sua costituzione, Gamberale ha ricoperto l’incarico di Amministratore Delegato di F2i, guidando la Società di Gestione del Risparmio nella creazione di filiere di settore nei comparti della distribuzione del gas, degli aeroporti, delle TLC, dei servizi idrici e delle energie rinnovabili. Attualmente, F2i ha impegnato la quasi totalità della raccolta del Primo Fondo, pari a 1.852 milioni di euro, ed ha avviato l’attività di raccolta (fund raising) di un Secondo Fondo che, con un target di 1.200 milioni di euro ha già raccolto quasi 800 milioni di euro ed avviato investimenti nei settori della distribuzione del gas, degli aeroporti, della gestione dei rifiuti e dei sistemi di pagamento.

In occasione della recente approvazione del primo bilancio semestrale per il 2014, F2i ha comunicato di prevedere per l’anno in corso un net dividend yield del 6,1%, un record di efficienza a livello europeo tra i fondi infrastrutturali.

F2i: Wishes of Welfare funds for Gamberale's succession

After leading F2i to become one of the most important infrastructure funds worldwide, Vito Gamberale is about to leave his role as CEO of the company that he helped shape since 2007.

On October 7th, the presidents of three welfare funds addressed an open letter to F2i's shareholders highlighting that with Gamberale leaving ''it is paramount to ensure that the quality and independence in the management of the SGR's infrastructure assets are not compromised.'' This letter, signed by Mario Schiavon, Nunzio Luciano and Alessandro Visparelli ─ on behalf of Enpapi (nurse welfare fund), the Lawyers’ fund and Enpacl (work consultants' security authority) ─ acknowledges Gameberale's work and encourages that his replacement “should aim for professional excellence and independence, rather than be based on affinity criteria, which cannot enhance the management of one of the major European players in this sector.

The presidents of the three private welfare funds concluded their letter to F2i's shareholders stating to be "confident that selection of the successor will respect this, and we are ready to contribute. We reconfirm our trust in the F2i SGR team, who should consistently continue their challenging work on a daily basis."

Since its foundation, Gamberale was the CEO of F2i, and led the asset management company to the creation of sector industries in gas distribution, airports, TLCs, water services and renewable energy. Currently, F2i invested almost all of the fundraising of its First Fund ─ 1,852 million Euros ─ and launched its Second Fund (targeting 1.2 million Euros), which already raised close to 800 million Euros, and started investing in gas distribution, airports, waste management and payment systems.


Following the recent approval of its 2014 half-year financial statements, F2i communicated to expect a 6.1% net dividend yield for 2014, an efficiency record among European infrastructure funds.

mercoledì 24 settembre 2014

MULTIPLEX DI PERSIDERA (TELECOM-L’ESPRESSO). F2i TRA I POTENZIALI ACQUIRENTI

Dopo una prima anticipazione di alcune settimane fa da parte dell’Agenzia Radiocor - Il Sole 24 Ore - relativa all’avvio del riassetto azionario di Persidera - società controllata al 70% da Ti Media Broadcasting e al 30% dal Gruppo L’Espresso - Il Sole 24 Ore pubblica oggi un articolo secondo cui gli information memorandum della società sarebbero attesi nelle prossime settimane per essere recapitati a fondi di private equity e gruppi finanziari italiani ed esteri che gravitano intorno al settore delle infrastrutture.

Tra di essi vi sarebbe F2i - Fondi Italiani per le Infrastrutture, uno dei maggiori fondi infrastrutturali a livello europeo, il più grande in Italia. Secondo quanto riportato dall’articolo a firma di Carlo Festa, F2i e Clessidra, il fondo guidato da Claudio Sposito, avrebbero ricevuto un dossier relativo a Persidera.

F2i e Clessidra sarebbero al momento gli unici potenziali acquirenti italiani, mentre sarebbero in corsa anche potenziali investitori esteri.

In base a quanto riportato dal Sole 24 Ore, l’operazione dovrebbe concludersi entro fine anno e prevederebbe l’obiettivo di “valorizzare un’ampia porzione della partecipazione detenuta negli asset televisivi”. Si parla di una quota pari ad almeno il 70%.

La richiesta economica per il 100% di Persidera si aggirerebbe intorno al mezzo milione di euro, ma per le prime offerte occorrerà attendere la stagione autunnale.

L’articolo del Sole 24 Ore che fa riferimento a F2i è disponibile al seguente indirizzo:
http://carlofesta.blog.ilsole24ore.com/2014/09/19/per-i-multiplex-di-telecom-e-lespresso-in-gara-f2i-e-clessidra/

Persidera's multiplexes (Telecom, L'Espresso): The potential buyers include F2i

A few weeks ago, the Radiocor - Il Sole 24 Ore agency communicated a news update on the shareholding reorganisation of Persidera - a company controlled by Ti Media Broadcasting (70%) and the Espresso group (30%). Today, Il Sole 24 Ore published an article reporting that the company's information memoranda are expected to be delivered in the following weeks to private equity funds and Italian and foreign financial groups from the infrastructure industry.

These include F2i – Fondi Italiani per le Infrastrutture, one of the largest European infrastructure funds, and the largest in Italy. According to the article written by Carlo Festa, F2i and Clessidra - the fund chaired by Claudio Sposito – received a dossier on Persidera.

F2i and Clessidra are currently the only potential Italian buyers, along with other foreign investors.

Based on the Sole 24 Ore's article, the transaction should come to a conclusion within the end of 2014 and will aim to “enhance a large participation in TV assets”. The negotiations target a share of about 70%.

Persidera's 100% share costs are reported to be around 1.5 million Euros. The first offers are not expected before autumn.


The Sole 24 Ore's article on F2i can be viewed at:

http://carlofesta.blog.ilsole24ore.com/2014/09/19/per-i-multiplex-di-telecom-e-lespresso-in-gara-f2i-e-clessidra/

venerdì 8 agosto 2014

EDISON, EDF ENERGIES NOUVELLES E F2i DANNO VITA AL NUOVO POLO DELLE RINNOVABILI

Nasce il terzo operatore italiano nel settore delle energie rinnovabili, generato da un accordo tra F2i, Edison e EDF Energies Nouvelles. Il nuovo polo, che controllerà circa 600 MW di capacità (per la maggior parte eolica), potrà contare sulle competenze industriali di Edison e di EDF Energies Nouvelles e sulla solidità finanziaria di F2i, il fondo, costituito da Vito Gamberale, che si è specializzato nel corso degli anni anche in investimenti nel comparto delle energie rinnovabili. Questa operazione testimonia l’attrattività del mercato elettrico italiano nonostante la crisi. La nuova società avrà come azionista principale F2i, titolare di una quota del 70%, e sarà costituita per il 30% restante da una holding partecipata da Edison e EDF Energies Nouvelles. Il closing dell’operazione è previsto per fine anno.

LETTERA DI VITO GAMBERALE CONTRO L'EVASIONE FISCALE

Gamberale: “Un governo con i problemi che il Paese ha, non può permettersi di tollerare l'evasione fiscale, vera rapina verso gli italiani che pagano regolarmente le tasse”.

Il Fatto Quotidiano pubblica oggi una lettera di Vito Gamberale, Amministratore Delegato di F2i - Fondi italiani per le infrastrutture. Nel documento, Gamberale denuncia la necessità di misure concrete per il contrasto dell’evasione fiscale, rievocando un aneddoto che lo ha visto spettatore.

Di seguito il testo integrale della lettera di Vito Gamberale:

Ho sempre ritenuto che l'evasione fiscale meriti iniziative ferme ed esemplari. Ma non le ho mai viste. Per me, ferme ed esemplari, significa la chiusura delle attività trovate in stato di evasione, il ritiro irreversibile delle licenze, l'arresto degli evasori (decisione quasi mai eseguita). Non c'è dubbio che un grande bacino di evasione fiscale è costituita dal commercio. E non parlo dei piccoli commercianti di paese. Parlo dei grandi commercianti, di quelli brandizzati (spesso col proprio nome), di quelli che vendono prodotti estetici e di lusso. Un esempio è dato dai negozi di ottica, a partire dalle zone d'origine. Son capitato, nei giorni scorsi, in un negozio, appartenente a una catena di quattro esercizi. Ci son capitato prima la mattina e poi il pomeriggio. Ho notato che incassava al ritmo di mille euro ogni mezz'ora. Arrivato il mio turno, ho tirato fuori la carta di credito per pagare. Mi è stato detto che non avevano il Pos. Ho notato che incassavano senza rilasciare ricevuta fiscale. Che il registratore di cassa veniva regolarmente aperto a vuoto. Penso che questi siano gravi e grandi esempi di intollerabile evasione. E poi, molti di questi li ritroviamo tra i pensionati con 500 euro al mese. Alla fine faranno anche la figura dei poveri. Un governo con i problemi che il Paese ha, non può permettersi di tollerare l'evasione fiscale, vera rapina verso gli italiani che pagano regolarmente le tasse.

Vito Gamberale

A letter from Vito Gamberale arguing against tax evasion

Gamberale: “A government that faces the current problems of Italy cannot afford to tolerate tax evasion, which is true theft against the tax paying Italians.”

Today, the Italian newspaper Il Fatto Quotidiano published a letter from Vito Gamberale, CEO of F2i – Fondi italiani per le infrastrutture. In his letter, Gamberale highlighted the need for effective measures to fight tax evasion and recalled a situation that directly involved him.

The full text of Gamberale's letter is reported here below:

I have always believed that tax evasion requires strict and exemplary intervention. However, I have never seen any such action. To me, strict and exemplary means that the entities found guilty of evasion need to be shut down, licences need to be withdrawn, and evaders put in jail (which almost never occurs). Trade is certainly an important source of tax evasion. I am not referring to small Italian traders though. I am talking now about the big branded (often with their own name) traders, those who sell beauty products and luxury goods. Optical stores are a perfect example of this problem, starting from those in my local area. A couple of days ago I went into an optical shop that was one of four stores belonging to the same chain. I was there in the morning, and then again in the afternoon. I noticed that they were cashing 1,000 € per hour, on average. I tried to pay with my credit card, but I was told that there was no POS system. I noticed that they were cashing in without issuing any sales receipts, and the cash register would be open without being used. I think that these are serious and evident examples of tax evasion, which cannot be tolerated. Let's not forget that many of these evaders are also declared as retired workers with a 500 € monthly pension, even appearing as low income subjects. A government that faces the current problems of Italy cannot afford to tolerate tax evasion, which is true theft against the tax paying Italians.


Vito Gamberale

venerdì 27 giugno 2014

PROCESSO SEA/F2I/SREI: CONFERENZA STAMPA DI GAMBERALE/MAIA E LORO LEGALI

• E’ intenzione di entrambi, Gamberale e Maia, indagati per la vicenda in oggetto, rompere il rispettoso e doveroso silenzio finora osservato, vista la decisione assunta al termine delle indagini preliminari da parte della Procura;
Certamente, come indagati, non intendiamo sottrarci alla sede propria del confronto e del giudizio;
Intendiamo solo anticipare la divulgazione e la completa lettura (non solo per frasi smozzicate e comunque estrapolate) delle prove agli atti che dimostrano l’assoluta infondatezza delle accuse mosseci;
La necessità della divulgazione è suggerita dalla esigenza e responsabilità di tutelare, prima di tutto, il Fondo F2i e i relativi Investitori Istituzionali, nonché ribadire la correttezza del modo con cui F2i opera sul mercato;
Si vuole anche tutelare l’onorabilità e la reputazione degli amministratori tutti (CdA compreso, per quanto dirò tra poco) e dell’intera struttura;
Si sente perciò il dovere di dare un contributo concreto alla diffusione conoscitiva di tutta la vicenda, che appare inconsistente come materialità;
Finora, abbiamo assistito, in silenzio, al dibattito apertosi in Procura, e che ha visto e vede questo fascicolo come un oggetto fondamentale della contesa. Anche tutti i giornali di oggi lo sottolineano;
In questa situazione, che non ci appartiene, non possiamo sentirci strumenti di un confronto istituzionale, obiettivamente in essere, che ci interessa come cittadini, ma non può assolutamente penalizzarci come indagati;
L’inchiesta nasce sulla base di una telefonata, tra il serio ed il faceto, tra me e Maia, avvenuta il 14 luglio del 2011 (non vorrei che l’anniversario della rivoluzione francese ci giochi un tardo-giacobinismo di ritorno);
In quella telefonata qualcuno vede elementi per ipotizzare una gara “combinata” ed a misura di F2i, da parte del Comune;
Questa ipotesi è tuttora presente mediaticamente e anche nella contrapposizione politica locale;
In precedenza F2i aveva inviato, al Comune, una Offerta non Vincolante, il 28 ottobre 2011;
Il Comune pubblicò il bando di gara il successivo 17 novembre 2011, ponendo come termine per la presentazione delle offerte il 16 dicembre 2011, alle 10:00;
La Procura ha potuto, comunque, ricostruire tutte le tappe del processo di gara che hanno preceduto la data di pubblicazione del bando. E tale ricostruzione è stata effettivamente effettuata;
L’indagine ha infatti consentito di chiarire fin da subito, entro il novembre del 2012, che la gara indetta dal Comune si era svolta nel più rispettoso ruolo delle parti, in totale trasparenza e correttezza. A tale ricostruzione è stato dato un contributo non solo da noi due, ma dagli stessi funzionari e consulenti del Comune;
Quindi, nessuna interferenza tra F2i e Comune, e nessuna commistione, a proposito del bando di gara;
Il bando di gara è stato trasparente ed indipendente. Non è stato su misura;
Ribadisco ciò che dissi subito e che parve sfrontato due anni orsono: su misura mi faccio solo gli abiti (1 ogni 2 anni)!;
Risulta pertanto incomprensibile capire perché, ancora nei giorni scorsi, venivano riportati brani di quella telefonata, tenendo così in piedi una ipotesi del tutto insussistente, secondo la stessa Procura, e questo dopo oltre 2 anni di inchiesta;
Tutti i testi sentiti al riguardo hanno confermato il contenuto della memoria anticipata da me al Procuratore il 4 aprile, prima ancora che l’inchiesta prendesse il via reale;
Quindi il faro accesosi sulla presunta “combine” tra Comune ed F2i si spegne;
Ma se ne accende un altro, sul ruolo e sul comportamento tenuto, il giorno della gara, dall’indiano Vinod Sahai, accreditatosi come rappresentante della indiana SREI;
Comportamento sottolineato, nella mia stessa memoria del 4 aprile 2012, come caotico tentativo di turbativa d’asta;
E ricordo, anzi, che fu proprio F2i a convenire, col Comune, nei giorni successivi, la opportunità di aprire quella busta, per vedere cosa conteneva e per porre fine alle strumentalizzazioni in corso. E venne fuori che era un’offerta farlocca;
Ora quel comportamento irrituale, me lo trovo ritorto come accusa contro di me e del mio collega!;
Sahai Vinod è una persona che non ho mai incontrato, con cui non ho mai avuto rapporti né diretti, né indiretti;
Ne parlerà Maia, per quei pochi dettagli che potrà raccontare, circoscritti nel suo unico incontro di pochi minuti;
Fatto sta, che sulla base di questo comportamento strano dell’indiano, e della sua offerta farlocca e fuori tempo, viene dedotto che l’offerta di F2i, in fase di gara, sia stata calibrata al minimo rialzo;
E’ questo un aspetto che merita una rigorosa documentazione;
F2i, in fase di offerta non vincolante, avanzata il 28 ottobre 2011, e relativa al solo 20% allora ipotizzabile in vendita, aveva valutato il 100% di SEA pari ad 825 Mil€. Il Comune, nel bando di gara, pubblicato il 17 novembre, aveva valutato il 100 % di SEA pari a 975 Mil se riferito alla quota del 20%; pari a 1.143 Mil se riferito alla quota del 30% circa. Quindi con rialzi, rispetto alla offerta di F2i, del 18% o del 39%;
E siccome F2i optò per offrire solo per la quota del 30%, si partiva da una divaricazione di prezzi base del 39%. Non poco, per essere certi di una futura redditività adeguata all’investimento;
Poi, queste basi di valore, come offerta preliminare e come base d’asta, subivano incrementi per la maturazione di eventuali effetti positivi. In tal caso la divaricazione arrivava ad un + 10%;
Quindi il Comune aveva fissato una base d’asta molto più elevata dell’offerta non vincolante presentata da F2i: da un + 10% ad un + 39%;
In tale situazione, il conseguente rischio, per F2i, veniva a posizionarsi in una banda di criticità, che richiedeva una profonda riflessione;
Tant’è che il CdA di F2i, tenutosi il 14 dicembre del 2014, vide un acceso dibattito, con la partecipazione di molti consiglieri;
Si confrontavano l’opinione di non partecipare alla gara, con conseguente possibile fallimento del Comune oppure, con grande senso di responsabilità, presentare un’offerta allineata alla base d’asta fissata dal Comune,;
Il verbale di quel CdA è agli atti. Possibile che non sia mai stato letto da nessuno?;
Fu quel CdA che, alla fine, decise per la partecipazione, fissando il prezzo a solo 1 € in più. Voleva essere un segnale di responsabilità verso la più importante municipalità d’Italia, ma anche un chiaro segnale che F2i vedeva stressati i propri rendimenti attesi;
Fu l’intero CdA a prendere tale decisione;
Per questo all’inizio ho detto che devo tutelare gli amministratori tutti, CdA compreso;
Questo aspetto è totalmente chiaro e lampante. Non può essere banalizzato al solo euro in più!;
Si trattò di un rincaro dal 10 al 39% rispetto a quanto F2i riteneva di offrire. Non poco;
Così abbiamo documentalmente smarcato sia la telefonata, sia l’euro in più;
Passo la parola a Maia, perché chiarisca i rapporti con il sig. Vinod Sahai, da me mai incontrato;
………
Organigramma di F2i;
Verbale di Sahai del 20 luglio 2012: A.D.R. “Non ho mai conosciuto Vito Gamberale, né tanto meno ho avuto modo di parlare con lo stesso.” Lo dice per ben 2 volte;
Tutti i testi presenti all’incontro – del 12 dicembre, presso F2i – del Sahai con Maia, e cioè altri 2 dirigenti di F2i, oltre a 2 alti dirigenti di Unicredit, hanno escluso la mia presenza;
Eppure mi trovo indagato perché “in concorso e previo accordo, colludeva con Sahai perché si astenesse dal concorrere alla gara indetta dal Comune di MI”;
Non trovo alcun frammento di prova, di documento, di ipotizzabilità per accettare questa accusa!;
Tra l’altro, come è possibile?: il bando prevedeva raggruppamenti, quindi la possibilità di confrontarsi con i vari potenziali interessati; Maia, nella sua autonomia, lo ha fatto; e quell’ipotetico interessato – la CDC francese – è stata riportata nel verbale del CdA, in quanto qualsiasi accordo previo o successivo, avrebbe dovuto essere riportato al CdA, come è stato per CDC; il bando vincolava eventuali cessioni successive al benestare del Comune; come avrebbe potuto F2i promettere qualcosa che notoriamente dipendeva dal Comune?; e che bisogno c’era di fare quella sceneggiata se ci fosse stato un accordo?;
E poi non ci sono tracce di telefonate, di mail, di contatti, né diretti né indiretti, né prima, né dopo, né mai;
Insomma le conclusioni paiono più e solo congetture, che prove di processo!.

SEA/F2i/SREI Trial


Press conference with Gamberale/Maia and their lawyers

·         Gamberale and Maia have both been investigated for the SEA/F2i/SREI trial and have now decided to put an end to their dutiful and respective silence, in view of the decision made by the prosecutor at the end of the preliminary investigations;
·         Certainly, as suspects under investigation, it is not our intention to escape from our responsibility with respect to a proper confrontation and trial;
·         Our aim is to anticipate the disclosure and full reading (and therefore not just a couple of incomplete sentences out of context) of the evidence on record that demonstrates how absolutely unfounded the accusations are;
·         Such necessary disclosure originates from our responsibility to protect the F2i Fund and its institutional investors, for instance, and to put in evidence the fairness of F2i's actions on the market;
·         Our objective is also to protect the honourableness and reputation of all directors (including the board of directors, as I will explain shortly after) and of the entire institution;
·         We therefore feel it is our duty to strongly contribute to spreading the overall knowledge of this matter, which appears to be materially inconsistent;
·         Until now we have silently witnessed the debate among the prosecutors concerning the current case. Every newspaper today has talked about this issue too;
·         In such a situation, which is kept away from us, we cannot consider ourselves tools of a currently ongoing institutional confrontation that affects us as citizens but cannot penalise us as suspects;
·         The investigation is based on a semi-serious phone call between Maia and myself, which took place on July 14th 2011 (I hope that the fact that it happened on Bastille Day won't imply a form of late Jacobinism);
·         In that phone call someone had caught elements that allegedly indicate an "arranged" tender in favour of F2i by the municipality;
·         Such hypothesis is still present in the media and in the local political opposition;
·         On October 28th 2011 F2i had previously sent a non-binding offer to the municipality;
·         The municipality disclosed the call for tenders on the following November 17th 2011, with a deadline for submitting offers on December 16th 2011 at 10.00 am;
·         The prosecutors could reconstruct every step of the tender process before the disclosure date of the call for tenders. And such reconstruction was actually performed;
·         From the beginning, the investigation has in fact allowed to clarify by November 2012 that the tender organised by the municipality developed while respecting everyone's role, in conditions of total transparency and correctness. We contributed to the reconstruction, as did the municipality’s officials and consultants;
·         Therefore, there was no interference between F2i and the municipality and no mingling regarding the tender;
·         The tender was transparent and independent. It was not tailored according to the needs of any individual;
·         I want to stress out what I had said at the start of this enterprise two years ago: I only have my suits tailored (once every 2 years!);
·         It is therefore impossible to understand why parts of that call were still reported in the past few days, thus corroborating a completely unfounded hypothesis, also according to the prosecutors, that continues after two years of investigation;
·         All the witnesses heard on this matter have confirmed the content of the memo that I anticipated to the prosecutor on April 4th, even before the investigation actually started;
·         The spotlight on the alleged "collusion" between the municipality and F2i was therefore turned off;
·         However, there’s a new focus on the role and behaviour of Vinod Sahai for the tender day, who accredited himself as the SREI representative from India;
·         As I emphasised in my memo of April 4th 2012, that behaviour appeared as a chaotic attempt to disturb the tender;
·         I also recollect that it was F2i that convened with the municipality over the next couple of days about the possibility to open the envelope to check its content and stop the ongoing instrumentalisations. As It turned out, it was a phony offer;
·         That irregular behaviour then turned into an accusation against me and my colleague!
·         I never met Sahai Vinod before and I have never had a direct, nor an indirect relationship with him;
·         Maia will talk about this, as far as the very few details, limited to their single brief encounter, can allow him;
·         Based on Vinod's unusual behaviour, as well as his phony and belated offer, it is now assumed that F2i's tender bid was arranged at the minimum upside difference;
·         This aspect needs thorough documentation;
·         In its non-binding offer of October 28th 2011, related to only 20% of the foreseable sale, F2i estimated SEA's 100% value at 825 billion Euros. In the tender call published on November 17th, the municipality estimated SEA's 100% value at 975 billion Euros – referring to a 20% share, and 1,143 billion Euros – referring to an approximate share of 30%. Therefore 18% or 39% higher than F2i's offer;
·         As F2i chose to only bid for the 30% share, the initial price difference was 39%, which is considerable, if we want to be certain of a future income adequate to the investment;
·         Moreover, this initial value of the preliminary offer and starting price would increase because of an accrual of possible positive effects. In such case, the difference would increase by +10%;
·         The municipality had therefore decided a much higher starting price than F2i's non-binding offer: +39% compared to +10%;
·         In such situation, the resulting risk for F2i was critical, and a thorough evaluation was necessary;
·         During the F2i Board of Directors Meeting on December 14th 2011 an animated discussion took place among board members;
·         The possibility to not participate in the tender and the resulting failure of the municipality was contemplated, as well as the responsible option to present an offer that would match the starting price decided by the municipality;
·         The minutes of the meeting are archived. Why didn’t anyone ever look at them?
·         Following that meeting, the Board of Directors agreed to participate with a price that would be 1 Euro higher than the tender starting price. That was meant as a demonstration of responsibility towards the most important municipality in Italy, as well as a clear indication that F2i considered its expected returns to be uncertain;
·         The whole board agreed to this decision;
·         This is why I previously said that I had to protect all directors, including the board;
·         This aspect is clear and evident. It cannot be reduced to the one additional Euro!
·         This was an increase from 10% to 39% compared to what F2i wanted to offer; a considerable amount;
·         We now have clarified both the phone call and the additional Euro with documented facts;
·         I will now leave the stage to Maia, so that he can explain his relationship with Mr. Vinod Sahai, whom I have never met;
·         ………
·         F2i organisational chart;
·         Sahai report, on July 20th 2012; ADR "I have never met Vito Gamberale, nor have I ever talked to him," ─ This was stated twice;
·         All the witnesses that were present during the December 12th meeting at F2i between Sahai and Maia, with two other F2i managers and two other Unicredit managers, ruled out my presence there;
·         Nonetheless I am now investigated for "agreeing and colluding with Sahai to make him withdraw from competing in the Milan Municipality tender";
·         I don't see any evidence, document or feasibility of this accusation!
·         How is it then possible? The tender allowed for grouping, therefore for the possibility to confront the various potentially interested parties. Maia legitimately did so, and the hypothetically interested party – the French CDC – was reported in the minutes of the Board of Directors' meeting. Any precedent or following agreement would have had to be reported to the Board, as it happened for CDC; the future sales options of the tender were subject to the municipality’s approval; how could F2i promise something that openly depended on the municipality? And why would we have acted that way if an agreement was in place?
·         Moreover, there is no evidence of calls, e-mails, direct or indirect contact, not before, nor ever after;

The conclusions therefore appear closer to speculations than trial evidence.

INAUGURATO IL TERMOVALORIZZATORE TRM DEL GERBIDO (TORINO)

Vito Gamberale (F2i): “un impianto di avanguardia, per l'Italia e per l'Europa, nel trattamento dei rifiuti

Produrrà ogni anno energia elettrica pari al fabbisogno di 175.000, smaltendo fino a 421.000 tonnellate di rifiuti l’anno. È il termovalorizzatore del Gerbido, il terzo a livello nazionale per capacità, localizzato nella zona sud-ovest della Provincia di Torino. Inaugurato ufficialmente lo scorso 20 giugno da TRM - Trattamento Rifiuti Metropolitani SpA, società controllata con una quota dell’80% da TRM V SpA (a sua volta partecipata al 51% da F2i Ambiente, società controllata da F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR, e al 49% dal partner industriale IREN).
Presenti all’inaugurazione, tra gli altri, il Sindaco di Torino, Piero Fassino, il Presidente dell’Autorità dei rifiuti, Paolo Foietta e, per F2i, Corrado Santini, senior partner specializzato nei settori dell’ambiente, delle energie rinnovabili e dei servizi idrici.
L’Amministratore Delegato di F2i, Vito Gamberale, ha voluto inviare un messaggio di cordialità al Sindaco di Torino. “Sono spiacente di non poter partecipare di persona a questo importante giorno di consuntivazione e formalizzazione operativa, a pieno regime, del Trm”, ha scritto Vito Gamberale al primo cittadino torinese in una lettera che si apre con un riferimento al nuovo termovalorizzatore, definito “un simbolo di vera evoluzione tecnologica e di servizio che è stato offerto al territorio, sempre storicamente all'avanguardia per il Paese”.
Gamberale, che in un recente convegno a Torino aveva ricordato la necessità per il Paese di dotarsi di sistemi all’avanguardia per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti anche per restare in linea con i paesi europei più avanzati, ha aggiunto “dobbiamo essere orgogliosi di rappresentare Soci, Istituzionali e Privati, che si sono presi l'impegno e la responsabilità di mettere a disposizione, per il territorio torinese un impianto di avanguardia, per l'Italia e per l'Europa, nel trattamento dei rifiuti”.
L’impianto potrà operare attraverso due modalità: in assetto elettrico o cogenerativo. Nel primo caso, consentirà la produzione di energia rispondente al fabbisogno di circa 175.000 famiglie dell’area. Nella seconda modalità, l’impianto potrà invece fornire sia energia elettrica sia termica per il teleriscaldamento, generando l’energia termica necessaria per scaldare su base annua 17.000 abitazioni e fornendo energia elettrica a circa 16.000 famiglie.

LINK:
http://www.ilvelino.it/it/article/2014/06/20/rifiuti-inaugurato-impianto-trm-a-torino-gamberale-impianto-allavangardia/20fef2b2-3c5f-4ec2-b9da-7a1644602cb4/

Launch of TRM WTE plan in Gerbido (Turin)

Vito Gamberale (F2i): "a cutting-edge plant for Italian and European standards in waste treatment"

Gerbido's WTE plant – ranking 3rd for capacity at national level – is located south-west of Turin. Its yearly power production will supply 175,000 users, with a disposal capacity of 421,000 tons of waste per year.  The plant was officially launched on June 20th by TRM – Trattamento Rifiuti Metropolitani SpA ─ a company controlled by TRM V SpA with an 80% share (51% participated by F2i Ambiente, controlled by F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR, and 49% by IREN's industrial partner).
The opening ceremony was attended by Turin Mayor Piero Fassino, the president of waste authority Paolo Foietta, and F2i Senior Partner Corrado Santini, specialised in environment, renewable energy and water services, among others.
F2i's CEO Vito Gamberale sent a friendly message to the mayor of Turin. "I regret being unable to participate to the plant's finalisation and full operational launch in person," wrote Vito Gamberale to Turin's mayor.
The letter content started on the new WTE plant, described as "an example of technological evolution in the services offered to this pioneering Italian region".
"We are proud to represent the institutional and public partners that committed themselves to providing the Turin area with an important cutting edge plant for Italian and European standards in waste treatment," added Gamberale, who had recently spoken at a recent meeting about Italy’s need for waste management and treatment, as well as state-of-the-art technologies to keep up with the most advanced European countries.
The plant can be operated for cogeneration or electricity generation, the first energy plant to supply to approximately 175,000 households in the area, the latter supplying both power and thermal energy for district heating  to 16,000 and 17,000 households yearly respectively.

LINK:

http://www.ilvelino.it/it/article/2014/06/20/rifiuti-inaugurato-impianto-trm-a-torino-gamberale-impianto-allavangardia/20fef2b2-3c5f-4ec2-b9da-7a1644602cb4/